Ricetta Farinata genovese e qualche curiosità

La ricetta della farinata genovese ancora no, non l’avevamo postata, vi avevamo già raccontato qualcosa sulla farinata genovese, ma un suggerimento per farla anche a casa nel caso di improvvisa golosità mancava tra i nostri post, ed eccoci a rimediare. Prima però qualche curiosità legata forse più ad una leggenda che ai veri accadimenti, perché in effetti ci piace sempre immaginare una storia dietro un grande piatto.

La leggenda indicherebbe l’ origine della farinata di fronte alle mura di Troia assediata dagli achei. Chissà forse Ulisse, l’intelligente e scaltro re di Itaca,  a corto di viveri ebbe l’idea di mettere a cuocere la farina di ceci mescolata all’olio e non avendo pentole adatte pensarono di farlo dentro ai loro scudi. Un piatto che poteva essere consumato velocemente tra una battaglia e l’altra, ma questa come dicevamo è la leggenda.

Sembra  invece che qualcosa di verosimile sia riportato su vecchi testi, i quali raccontano di una galea genovese che dopo la vittoria sui pisani nella famosa battaglia di Meloria, a causa di una tempesta improvvisa cominciò a ballare pericolosamente in mezzo al mare ma senza affondare. Nella stiva però i sacchi di farina di ceci e i barili d’olio conservati e possibili bottino di guerra, si rovesciarono mescolandosi con l’acqua salata del mare che nel frattempo era entrata nella stiva in una quantità tale da non provocare l’affondamento, ma il giusto per creare danni importanti. Si creò una poltiglia che fu fatta seccare al sole per poi essere mangiata, sapete i genovesi come sono, come dire, non si butta via nulla.

Comunque sia andata una volta tornati  a Genova, cuochi più esperti ripresero quella ricetta improvvisata e mescolarono al meglio gli ingredienti facendo nascere la farinata genovese che tutti conosciamo. Questa bontà portata avanti nei secoli, una volta si poteva gustare nelle “Sciamadde”, locali in cui la farinata e altre specialità liguri si cuocevano con il forno a legna. L’odore di tutto ciò che cuoceva mescolato con quello della legna ardente caratterizzava queste locande in cui gli avventori potevano sedersi e consumare direttamente la loro farinata genovese appena sfornata, bevendo anche del buon  vino.

Chi ha superato almeno i 45 anni si ricorderà bene delle vecchie sciamadde, luoghi magici in cui i nonni  portavano i nipoti a prendere un pezzo di farinata ancora bollente da tenere dentro la carta oleata per non ungersi le mani.

Verso l’inizio degli anni ‘90 parecchi di questi locali furono chiusi, mentre oggi per fortuna sono riapparsi nel centro storico e in alcuni quartieri cittadini, ma torneremo presto a parlare di sciamadde.

La farinata genovese oggi si può gustare in varie versioni, con la cipolla, con i bianchetti, con il formaggio , noi però vi suggeriamo la ricetta nella versione classica, la più buona, a nostro giudizio ovviamente.

LA RICETTA :

                                               Farinata genovese

Ingredienti:

250 gr. di farina di ceci

750 ml. di acqua

½ bicchiere di olio d’oliva

sale

pepe (a piacere)

Preparazione:

Mettiamo in una terrina la farina di ceci uniamo il sale e aggiungiamo l’acqua tiepida poco alla volta stemperandola bene perché non si formino grumi. Lasciamo questo liquido coperto per almeno 4 ore.

Trascorso il tempo, mescoliamo bene, e con una ramina togliamo la schiuma che si sarà formata.

Uniamo l’olio, rimescoliamo e versiamo il tutto in una teglia o la leccarda del forno.

Inforniamo a 250° per 30 minuti circa, per farla dorare bene possiamo usare il grill negli ultimi 5 minuti.

Serviamo caldissima e se vi piace con una spolverata di pepe.