Belvedere di Spianata Castelletto, una terrazza su Genova

Quando si parla del Belvedere di Spianata Castelletto, si cita un un luogo che nemmeno tutti i genovesi hanno visitato almeno una volta, si perché intanto prima o poi ci andiamo dicono; ma quando ?

Sarebbe opportuno andarci con una certa frequenza, anche quando piove, perché lo spettacolo è mozzafiato e si capisce quanto Genova sia spettacolare vista da lassù.
Una macchina fotografica e venti minuti di pausa, ogni genovese dovrebbe farlo almeno una volta l’anno, per rendersi conto di quanto sia bella sua città e che fortuna abbiamo ad avere il Belvedere di Spianata Castelletto.

Se invece sei un turista che arriva a Genova per la prima volta, è fondamentale arrivare fino in “Spianata” Belvedere Montaldo per essere precisi.

Si parte da Piazza Portello, quella tra le due gallerie, come solitamente si dice tra genovesi, e poi attraverso un passaggio stile Belle Époque si arriva agli ascensori.

Una galleria ristrutturata mattonella per mattonella, un pezzo di storia che in città come Barcellona o Lisbona sarebbe sponsorizzata come monumento Nazionale, ma noi genovesi siamo fatti così, un tantino riservati e anche le cose belle non ci piace metterle troppo in evidenza.

Detto questo, dopo qualche istante di attesa, si arriva in ascensore al Belvedere e poi non c’è molto da dire, è il panorama che dove parlare. Un balcone sul centro storico, sul porto e una vista da Levante a Ponente.

In passato una fortezza militare occupava il belvedere, ma nel 1849 fu demolita, “spianata” dal popolo in rivolta, visto che spesso veniva usata dai nemici della città durante le varie occupazioni militari.

La storia di questa terrazza su Genova è articolata, ma se siete appassionati non vi annoierete a cercarne le curiosità. Concludiamo con una citazione del famoso poeta livornese che per un periodo a soggiornato a Genova.

Quando mi sarò deciso di andarci in paradiso, ci andrò con l’ascensore di Castelletto

(Giorgio Caproni da L’ascensore)

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