Castello Mackenzie Genova

Castello Mackenzie, un gioiello che svetta sulle alture di Genova, costruito tra il 1893 ed il 1905 dal giovane architetto fiorentino Gino Coppedè  colui che lasciò il segno nel tempo grazie al suo “stile Coppedè . Il castello Mackenzie fu commissionato da un assicuratore di origine scozzese, ma fiorentino di adozione,  Evan Mackenzie,  definito “capriccio da Re”, è considerato uno dei maggiori esempi del gusto revivalistico di fine ottocento.

Nella sua costruzione venne fatto un largo uso del ferro, sia come materiale decorativo che di rinforzo, ma l’uso indiscriminato di questo materiale ha causato seri problemi alle pietre a causa della ruggine sviluppatasi nel corso degli anni. Edificato su di una villa presistente, i cui resti sono ancora visibili nel perimetro murario, sulla struttura originaria Coppedè aggiunse putrelle e laterizi, arenaria de La Spezia, con torri, edicole, scale aggettanti e merlature in una vertigine di continue citazioni al rinascimento toscano come ceramiche alla maniera dei Della Robbia, targhe, stemmi, vetrate a piombo, riferimenti al Palazzo del Mangia, a Palazzo Vecchio sino a citare il Duomo di Pisa con una copia del lampadario detto “di Galileo”. Nei lavori di costruzione grande importanza ebbero le opere della bottega di famiglia dei Coppedè che si occuparono delle boiseries e dei numerosi soffitti a cassettoni in stile cinquecentesco, presenti in molti ambienti del Castello.

Breve Storia

Castello Mackenzie fu progettato inizialmente come una villa con torre, assunse la sua attuale connotazione in risposta alle continue sollecitazioni e variazioni che il committente richiedeva al suo progettista. Il castello venne abitato dalla famiglia Mackenzie per ventisette anni: dopo la morte di Evan avvenuta nel 1935, la figlia Isa lo vendette quattro anni dopo ad una immobiliare. Durante la seconda guerra mondiale fu occupato dapprima dall’esercito tedesco ed a seguire dalle truppe alleate mentre negli anni cinquanta divenne sede del comando dei Carabinieri.

Nel 1956 viene dichiarato monumento nazionale, un riconoscimento a quello che oggi è universalmente riconosciuto come stile Coppedè.

Tra gli anni 60 e 70 fu lasciato al degrado e l’abbandono. Nel 1986 il castello viene acquistato dal mecenate americano Mitchell Wolfson Jr. allo scopo di ospitarne la sua raccolta di oggetti e opere d’arte del primo novecento ed aprire la struttura alla città come museo: nel 1995, dopo avere terminato il restauro delle parti esterne, la ristrutturazione viene sospesa. Nel Giugno 2002 la struttura viene acquistata dalla Cambi Casa d’Aste.

Malgrado l’aspetto rinascimentale, le tecniche adottate nella costruzione dell’opera sono da considerarsi all’avanguardia per il periodo in cui è stato costruito: venne dotato infatti di riscaldamento centrale, acqua calda e fredda in tutti i bagni, di una piscina coperta riscaldata con annessa sauna nonchè di un ascensore capace di trasportare sino a venticinque persone.
Diviso su quattro piani più i fondi e le grotte, il castello dispone di ottantacinque stanze, un area di circa 4000 mq.