Kyoto: un viaggio pensando a Genova – Nana racconta

Oggi vorrei parlarvi un po’ di Kyoto, vera capitale culturale del Giappone.

Sono molto legata a questa città perché ho frequentato una delle università cittadine e ci ho abitato per qualche anno.

Kyoto è stata per lungo tempo capitale del Giappone e per fortuna è sopravvissuta quasi intatta fino a oggi, ricca di monumenti e templi famosi patrimonio dell’umanità Unesco, come il famoso tempio del padiglione d’oro (Kinkaku-ji).

Una caratteristica unica di questa città rispetto alle altre del paese è la struttura a scacchiera delle strade, simile alle città italiane di fondazione romana. È molto facile girare per Kyoto perché le strade sono dritte e dopo averci abitato qualche giorno non si ci può più perdere.

Kyoto è anche una città universitaria, un po’ come Bologna, ricca di locali per giovani ma che però mantengono in buona parte uno stile tradizionale.

Ho frequentato l’università municipale di Belle Arti di Kyoto, fondata nel 1880, e che è la più antica di questo tipo di istituzione del mio Paese.

Visto che è una città molto famosa, vorrei parlarvi di una zona meno conosciuta ma molto interessante, il quartiere di Nishikyōku (Kyoto ovest), dove sorge la mia università e dove ho abitato quando la frequentavo.

Il quartiere si trova nella periferia ovest della città, oltre il fiume Katsura.

Nishikyōku è un quartiere molto tranquillo e immerso nel verde, con boschi di caki e bambù. Un giorno mentre entravo all’università, vidi sopra il cancello d’ingresso qualcosa che assomigliava a un bel peluche ma, in realtà era una scimmia giapponese che mangiava un caki raccolto da un albero lì vicino (a proposito di caki: questa è una parola e un frutto di origine giapponese e ho scoperto che al singolare lo chiamate cako. Mi fa un po’ ridere perché nella mia lingua non decliniamo le parole!). Ho scoperto da quel giorno che le scimmie erano abitanti abituali del quartiere, tanto che gli studenti di arte li usavano spesso come modelli per i loro disegni.

A nord del quartiere c’è l’area di Arashiyama, una delle zone più belle del Giappone, famosa per la sua grande foresta di bambù.

Il suono del vento tra i bambù sembra il richiamo degli spiriti che forse abitano questo luogo!

Un’altra attrattiva dell’area è il ponte di Togetsu-kyo (che poeticamente vuol dire “ponte che attraversa la luna”), che passa sopra il fiume Katsura e fa sembrare il panorama come un dipinto ukiyo-e, che ispirò alcuni grandi pittori giapponesi come Hokusai. Lo scorrere delle stagioni da origine sempre a nuovi e incantevoli paesaggi: rosa per la fioritura dei ciliegi in primavera, vivido verde d’estate, rosso per le foglie d’autunno e bianco per la neve d’inverno!

Vi consiglio anche il tour sul fiume Hozu (Hozugawa-kudari). Dalla vicina Kameoka potete anche prendere una delle tante barche che vi porteranno lungo il fiume sino al ponte Togetsu-kyo. Se avrete fortuna potrete vedere, da luglio a settembre, anche i pescatori fare la tradizionale pesca con i cormorani!

Il fiume Katsura e l’area intorno erano durante il periodo Heian (794-1185) località riservata al divertimento degli imperatori, che vi facevano piacevoli gite in barca. Con il tempo anche i nobili più importanti iniziarono a frequentare il posto, costruendovi lussuose e tranquille dimore. Intorno a Arashiyama possiamo trovare la villa imperiale di Katsura (Katsura rikyū) e il tempio di Saihō-ji, comunemente chiamato tempio del muschio (Koke-dera).

Per chi vuole conoscere il Giappone più meditativo e spirituale, lontano dalla vita frenetica delle grandi città, consiglio di visitare questa zona e per immergersi totalmente nella cultura del posto affittare un abito tradizionale, per vivere come un antico giapponese.

L’area di Arashiyama è rimasta sempre molto amata dai giapponesi, ed anche grandi scrittori ne descrissero la bellezza: su tutti vorrei ricordare Mishima Yukio, di cui in futuro vi racconterò il suo legame inaspettato con Genova!

A presto.

Nana Onishi

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