Incontri in Blue Galata Museo del Mare Laura Dekker

Dopo la pausa estiva, nonostante le modifiche di programmazione a causa dell’emergenza COVID 19, la seconda edizione della rassegna “Incontri in Blu. Uomini, donne e storie di mare” riparte giovedì 24 settembre alle ore 19 con Laura Dekkerl’olandese-tedesco-neozelandese che otto anni fa, a soli 16 anni – la più giovane della storia – ha portato a termine il giro del mondo a vela in solitaria.

La sua affascinante storia sarà raccontata giovedì 24 settembre alle ore 19 presso la terrazza 518 Cocktail&Restaurant al primo piano del Museo.

Per garantire il distanziamento sociale necessario e dato il limitato numero di posti a sedere (60) nel rispetto delle regole anti Covid 19, è gradita la prenotazione entro un giorno dall’evento al numero di cellulare 3476592485.

Al pubblico partecipante, oltre alla possibilità di consumare un aperitivo speciale a Euro 7, è riservata la possibilità di acquistare un biglietto speciale Galata “Incontri in blu” per tornare a visitare il più grande museo marittimo del Mediterraneo.

La rassegna, finalizzata a promuovere la cultura del mare nelle sue diverse forme ma anche a dare un segnale di vitalità di Genova e della Liguria, è curata dal giornalista e scrittore Fabio Pozzo e voluta da Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, Costa Edutainment spa e Associazione Promotori Musei del Mare onlus.

Un’iniziativa di: Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione e Costa Edutainment SpA. Con il contributo di Regione Liguria, Slam, Cambiaso Risso, UCINA – Confindustria Nautica e il sostegno di Villa Montallegro, Immobiliare Courmayeur, MarmoinoX Srl, Reccotiles Natural Design, Tarros Group, Hotel Palazzo Grillo – Residenza d’Epoca, Genovarent s.r.l., Associazione Culturale Sintesi. Con il patrocinio di: Marina Militare, Regione Liguria, Yacht Club Italiano, FIV – Federazione Italiana Vela, One Ocean Foundation, Sky Ocean Rescue e Confitarma.

LAURA DEKKER

Volevo allargare il mio orizzonte. Volevo sempre più mare, più libertà, più orizzonte”. Questo ha spinto Laura Dekker a diventare la più giovane velista ad aver circumnavigato il mondo in solitaria. Ci riesce nel 2012, a soli 16 anni, dopo oltre 27 mila miglia marine e un anno e 5 mesi dal giorno in cui aveva mollato gli ormeggi del suo Guppy a Gibilterra.

La sua storia comincia il 20 settembre 1995 a Whangarei, in Nuova Zelanda, dove nasce durante un viaggio intorno al globo dei suoi genitori, appassionati velisti, che navigheranno per altri quattro anni (sette in totale), un anno ancora dopo la nascita della sorella di Laura, Kim, per poi decidere di tornare definitivamente in Olanda, la patria del padre Dick (la madre Babs Muller è tedesca: Laura ha tre passaporti, quello olandese e tedesco per ius sanguinis e quello neozelandese per ius soli) perché la loro barca, un 12 metri, era diventata troppo piccola per la famiglia.

Si stabiliscono a Wijk bij Duurstede, dove il padre inizia a costruire una nuova imbarcazione, di 20 metri, ma il suo sogno non è destinato a proseguire. Comincia invece quello di Laura, che a sei anni riceve in regalo dal papà un Optimist, a dieci passa a uno scafo più grande, un Hurley 700, di 7 metri, con il quale naviga per la prima volta da sola su lunghe distanze attraversando le acque interne del suo Paese, il Wattenmeer e affronta il Mare del Nord.

Poi, a undici anni riesce ad acquistare la stessa barca, aiutata da Dick, e attraversa da sola la Manica. Più mare, più libertà, più orizzonte. Abbandona le regate tra coetanei, nelle quali vinceva sempre; abbandona quelle contro gli adulti e si prepara al sogno: circumnavigare il globo in solitaria. Con l’aiuto del padre affronta il Dipartimento per l’Educazione olandese: esiste una scuola per corrispondenza, che potrebbe aiutarla ad adempiere agli obblighi scolastici (in Olanda sino ai 16 anni). Un giornalista lo viene a sapere e Laura diventa una notizia da prima pagina. E’ il 2009.

Quel che segue ha l’impatto di una tempesta. Il primo ministro olandese dichiara in tv che non le sarebbe mai permesso abbandonare la scuola, il suo caso è preso in esame dall’Ufficio per gli Affari dei minori, che si rivolge a un tribunale. Laura è sottoposta ad affido forzato ai genitori, con l’obbligo di non allontanarsi da casa sino al luglio 2010. Del suo sogno, nemmeno a parlarne: una legge olandese, oltretutto, impedisce ai minori di 16 anni di navigare al comando di una barca per sette metri oltre le acque territoriali. Lei e il padre ricorrono, inizia una stremante battaglia legale.

La sua storia diventa un caso internazionale. Lei, nel frattempo, trova anche modo di scappare di casa, in treno sino a Parigi e poi in volo sino all’isola di St. Maarten, nelle Antille olandesi, dove tenta di acquistare una barca da un brooker, il quale però avverte le autorità. Laura è scortata dalla polizia sino ad Amsterdam, dove l’iter giudiziario prosegue. L’ennesimo tribunale si rifiuta di prolungare l’affido forzato, stabilendo che non potrà comunque partire prima di aver compiuto 15 anni e, infine, nel luglio 2010, la corte distrettuale di Middelburg rimette tale decisione ai genitori, i quali consentono a Laura di salpare.

Il 4 agosto 2010 parte da Den Osse con un ketch di 11,40 metri, in direzione di Portimao, Portogallo. L’accompagna il padre, il quale sarà con lei anche nella tratta sino a Gibilterra: le autorità olandesi, infatti, avvertono quelle portoghesi, che si allertano per impedirle di salpare, in quanto non è permesso navigare in acque territoriali europee senza patente nautica. Un documento che Laura – pur avendo passato l’esame per il Yachtmaster’s Offshore Certificate – non può avere, perché minore. Da qui la decisione di navigare sino alla Rocca insieme col padre, da dove prendere poi il largo verso Ovest: la Gran Bretagna non richiede, infatti, alcuna patente.

Il suo viaggio intorno al mondo in solitaria a tappe comincia ufficialmente il 21 agosto 2010. Il 18 dicembre, dopo le tappe alle Canarie e a Cabo Verde, arriva sull’isola di St. Maarten, da dove riparte il 20 gennaio 2011: vi ritornerà 366 giorni dopo, incluse alcune interruzioni (navigherà anche 15 giorni sulla nave scuola Stad Amsterdam), con il canale di Panama, l’Oceano Pacifico, lo stretto di Torres, l’Oceano Indiano, il capo di Buona Speranza, l’Atlantico, luoghi come le Galapagos, le Marchesi, Tahiti, Moorea, Bora-Bora, Vava’u nelle Tonga, Port Vila nelle Vanuatu, Darwin in Australia, Durban e Cape Town in Sudafrica nella sua sacca da marinaio.

Il 21 gennaio 2012, approdando nelle Antille Olandesi, diventa la più giovane velista ad aver compiuto il giro del mondo in solitaria, migliorando l’impresa dell’inglese Michael Perham e quella- contestata – dell’australiana Jessica Watson, che portano a termine le loro navigazioni a 17 anni.