ultima_cenaIl culto delle reliquie nel medioevo aveva una profonda importanza spirituale e politica. Ai resti sacri dei santi o agli oggetti che in qualche modo furono protagonisti delle vicende del Cristo (il Graal o la spada di Longino) venivano attribuiti poteri sovrannaturali e salvifici. Con le crociate, la ricerca di questi oggetti diventa un vera e propria caccia al tesoro.

Non mancava poi un mercato relativo ai resti di animali fantastici come l’unicorno, l’arpia, l’araba fenice e altri ancora. Il bestiario medievale forniva ai soldati mille e più occasioni per accreditare il ritrovamento di reperti che venivano poi rivenduti nei mercati occidentali. Continua a leggere

foce2

La fiera di S. Pietro che tradizionalmente ritorna tutti gli anni nel quartiere della Foce , è forse una delle ultime tracce chiare dell’antico borgo dei pescatori che sorgeva in questa zona e che per secoli, sino all’inizio del XX caratterizzò questa zona per la sua morfologia e per le abitudini finanche la psicologia dei suoi abitanti. Quando si inizia a parlare di questo genere di argomenti è facile perdersi nel “nostalgismo”, dei “bei tempi di una volta”. Credo, invece, che come diceva George Orwell, autore del profetico “1984”, la memoria ha un ruolo decisivo nella gestione del potere e nella manipolazione della realtà. Continua a leggere

s.giovanniUna festa di fuoco e di acqua quella che il 24 giugno si celebra in onore del santo patrono di Genova, San Giovanni Battista. La tradizione si innestò già da tempi antichissimi, agli albori della cristianità, su una festa pagana dedicata alla Fors Fortuna che anticipava di 6 mesi quella del Sol invictus. In epoca pagana era una festa dedicata all’amore, quello carnale e terreno, e in quelle ore ci si congiungeva perché era di buon auspicio dopo che la coppia aveva saltato i falò che festeggiavano il solstizio d’estate. Nel “ramo d’oro” di James Frazer, si racconta che la festa aveva fortissime valenze legate all’acqua. Si usava remare su barche adornate di fiori, e altri fiori venivano lanciati sulla folla come segno benaugurante di fortuna e fertilità. Continua a leggere

Rolli di Genova originariamente chiamati Rolli degli alloggiamenti pubblici di Genova ai tempi della “Superba” erano le liste delle splendide dimore di nobili famiglie  che ambivano a ospitare le alte personalità in transito per Genova in occasione delle visite di stato nell’Antica Repubblica. Continua a leggere

FARINATA: PIATTO POVERO E ARISTOCRATICO

Il fresco vento autunnale, le foglie gialle sul marciapiede, le giornate che si accorciano sono  segnali chiari: è il momento per gustarsi un buon piatto di farinata. Il forno caldo e fiammeggiante, lei, calda, avvolta nella carta, o dentro un spesso piatto bianco, accompagnata da mezzo litro di Ciliegiolo, fresco e beverino, è quello che ci vuole per allontanare le nostalgie estive.

Della farinata abbiamo parlato a lungo e mai ci stancheremo di farlo, questo piatto ancestrale viene fatto derivare nella leggenda da Ulisse che durante l’assedio di Troia, Continua a leggere

govi1Una bella mostra quella allestita a Banchi nel cuore della città genovese, in occasione del cinquantenario della morte del grande attore genovese Gilberto Govi.

Come diceva il grande Fabrizio De Andrè, essendo stata Genova uno stato autonomo e indipendente per secoli, il genovese non è un dialetto, ma una lingua. Si è arricchita di elementi lessicali che provenivano da tutto il Mediterraneo e dall’oriente, si è andata cristallizzandosi nel tempo, diventando sempre più desueta con la diffusione della lingua italiana che è entrata nell’uso quotidiano della popolazione nel secondo dopoguerra, confinando il vernacolo a un esilio targato di localismo e marginalizzazione. Continua a leggere

cafè chantantIl ‘900 e i radicali cambiamenti delle concezioni urbanistiche svonvolgono le grandi città europee soggette a importanti cambiamenti urbanistici. Anche Genova avvengono quei radicali mutamenti che comportano la nascita di una “nuova” città. Già nell’ultimo decennio dell’800 l’assetto urbanistico di Genova cambia profondamente e la sua impronta medievale muta nella forma moderna che ancora oggi vediamo e viviamo. La spinta all’emigrazione sancita da accordi internazionali fa diventare Genova insieme a Napoli il porto da cui partiranno centinaia di migliaia di persone verso le Americhe. Cambiano i gusti e cambia anche il modo di divertirsi, i costumi progressivamente vanno a laicizzarsi e anche lo svago accoglie nuove sollecitazioni che arrivano dalla Francia, dall’Inghilterra e da oltreoceano…

i cafè chantant

Continua a leggere

minestrone 1Molti dei cibi della tradizione ligure che arrivano ancora oggi sul nostro tavolo vengono direttamente da elaborazioni che hanno a che fare con la legge del mare. La farinata, il pandolce, i biscotti del lagaccio, le gallette, parte integrante del “cappon magro” piatto quaresimale ma strutturatosi con il tempo nelle abitudini alimentari dei pescatori. Arricchito quest’ultimo, con pesci e crostacei, il piatto probabilmente partì povero ma oggi richiede ingredienti costosi (l’aragosta per citarne uno) e tempi di preparazione piuttosto lunghi. Continua a leggere

La storia di Genova si stratifica e muta in diverse sfumature tanti sono gli eventi in cui la città è stata protagonista. La presenza del porto che per secoli fu il principale punto di partenza per milioni di persone ha dato alla città una centralità strategica rara, che si è combinata con vere e proprie epopee (le crociate, piuttosto che le migrazioni di fine ‘800) o con articolate e spregiudicate operazioni di carattere militare.

Una di queste è “la spedizione dei mille”, fatto militare di rilevante importanza per quello che viene indicato come il Risorgimento italiano, di sicuro uno degli episodi che maggiormente sono penetrati nel vissuto italiano e genovese degli ultimi due secoli.

Continua a leggere

pandolce5Prima di arrivare al pandolce genovese, non un dolce natalizio ma un elemento essenziale della dieta ligure, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo e tornare intorno all’anno mille, quando Genova diventa crocevia delle Crociate dirette in Terra Santa. Per quanto oggi il termine ci riporti esclusivamente alla valenza militare di quelle spedizioni, in realtà, si trattò del più grande impulso economico, culturale e intellettuale dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Fiumi di soldati, ma anche di mercanti e artigiani si mossero dai loro castelli dove, erano rimasti asserragliati per quasi 600 anni, e attraversarono l’Europa fino a raggiungere quelle terre remote.

Nei diversi decenni in cui queste spedizioni si protrassero, Genova ebbe modo di espandere il suo potere sulle colonie che vennero conquistate e qui avvennero le contaminazioni e le scoperte che i conquistatori apprendevano e riportavano poi in patria. Continua a leggere