biancamaroAnche nella categoria dei cocktail o, in termini più generali, dei drink, esistono quelli che, prendendo spunto da un fortunato film della fine degli anni ‘80 interpretato da Valeria Golino e William Hurt, possiamo chiamare “Figli di un dio minore”.

un po’ di storia

Perché al fianco dell’aristocrazia della “golden age”, Martini Cocktail, Manhattan, Margarita, Negroni e gli altri, esistono molti episodi di “mix” alcolici snobbati e finiti in un angolo, dimenticati o quasi.

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Fondazione Italiana Sommelier Liguria presenta un nuovo evento di eccezionale interesse per gli amanti del vino e per coloro che desiderano confrontarsi con i grandi nomi del panorama enoico italiano: saranno i vini Petra i protagonisti assoluti della prima degustazione del nuovo anno il 16 febbraio al Novotel Genova City di Sampierdarena.

 

Vicino all’antico borgo di Suvereto, sulle colline ferrose della Val di Cornia dove lo sguardo può lasciarsi andare fino al Mar Tirreno, la magia di Petra è costantemente accarezzata da venti che risvegliano memorie viticole ed enologiche del tempo dei Greci e degli Etruschi. Ciò che è moderno e funzionale è nello stesso tempo tradizione profonda che si perde nelle linee di una storia. È lo strato sotterraneo – della terra, degli uomini, del loro ininterrotto racconto – che Petra rivela e svela.

Guidati dall’enologo di Petra Beppe Caviola, coadiuvato da Massimilano Sedda e dai Docenti Sommelier della Fondazione Italiana Sommelier Liguria andremo a degustare:

La Balena – IGT Toscana Bianco – Viognier – 2015
Hebo – IGT Toscana Rosso – Cabernet Sauvignon, Merlot,
Sangiovese – 2015
Alto – IGT Toscana Rosso – Sangiovese – 2014
Querce Gobbe – IGT Toscana Rosso – Merlot – 2014
Petra – IGT Toscana Rosso – Cabernet Sauvignon, Merlot – 2013

L’incontro avrà inizio alle ore 20 presso il Novotel Genova City,
Via Cantore 8 con parcheggio gratuito.

Costo della serata € 20,00 per i Soci, € 30,00 per i non Soci.

 

È consigliata la prenotazione al numero:
3403090716

 

Volete organizzare una cena di charme, oppure al lavoro vi chiedono di preparare un pranzo con dei clienti molto importanti. Ci sarà un momento, in cui vi troverete nella situazione di dover rispondere alla domanda: “Champagne? Sarebbe l’ideale per un tocco di classe. Quale preferite?” Che differenza esiste tra un Cristal, un Moet Chandon e un Dom Perignon? E’ solo una questione di prezzo o c’è dell’altro? Mistero, nebbia fitta che in caso di una domanda diretta di uno dei clienti, o dei vostri ospiti, guarda caso, per vostra sfortuna, appassionati di vini, potrà trasformarsi in una immane tragedia. In certi casi non sapere la differenza tra un metodo classico e un metodo Charmat può fare la differenza: una promozione o un fine serata emozionante, oppure niente, verrete risucchiati nelle nebbie dell’indifferenza e della beata ignoranza. Non si tratta di una storia semplice: da quando il giovane monaco benedettino Pierre Perignon, nel 1670, raggiunse l’abbazia d’Hautvillers, ne è passata di acqua sotto i ponti e sono stati versati ettolitri di bollicine. Lo champagne, che si produce nell’omonima regione a nord est della Francia è uno dei vini più complessi e affascinanti di tutta la grande storia dell’enologia.

La stessa vicenda di Dom Perignon è una leggenda efficace solo a tracciare un percorso lineare che ha visto l’invenzione e il perfezionamento di questo particolare tipo di vinificazione. Sta di fatto, che fin da subito lo champagne, prodotto con le uve dei vitigni di Chardonnay, Pinot noir e Pinot meunier, si è subito presentato come un vino di classe, da grandi occasioni, un regalo perfetto e pregiato. La produzione avviene rigorosamente secondo il “metodo classico”: consiste principalmente nell’operare una doppia fermentazione: la prima del mosto, nel tino, la seconda del vino (ottenuto dalla prima fermentazione), nella bottiglia. Una serie di elaborati passaggi: sapienti dosaggi di zuccheri e lieviti, invecchiamenti e raffreddamenti hanno portato quella bottiglia di champagne sul vostro tavolo, ora spetta a voi spiegare il perché della vostra scelta, motivandola con la particolare delicatezza del perlage o per l’ideale abbinamento dei cibi che verranno serviti in tavola. Oppure, niente…

 

Se, invece, desiderate approfondire questo affascinante tema potete partecipare al corso che la Fondazione Italiana Sommelier organizzerà a partire dal 26 gennaio: Otto lezioni di approfondimenti storici, tecnici e organolettici in aula e due giornate facoltative in Champagne per toccare con mano la realtà vitivinicola che continua a mantenere il primato assoluto di vendite, blasone e numero di appassionati.

Massimo Billetto e Tito Marotta autorevoli ambassadeurs du Champagne della Fondazione Italiana Sommelier, ci guideranno attraverso la geografia della regione Champagne, dalla Montagne de Reims, a la Vallée de la Marne, dalla Côte des Blancs per arrivare all’interessante e più giovane realtà dell’Aube.

Ogni lezione culminerà con l’assaggio di 6 champagne, scelti in assonanza al tema della lezione.

 

Il corso si svolgerà presso il Novotel, all’imbocco dell’autostrada Genova ovest.

 

Per informazioni ed iscrizione tel. 3403090716 oppure

liguria.fondazionesommelier@gmail.com

 

e potete consultare il sito www.fondazionesommelierliguria.it

corochinato2Lo chiamano semplicemente Asinello ed è il drink dei giovani poeti universitari, dei camalli, dei cantautori. Nulla è più connaturato alle pietre d’ardesia e agli improvvisi squarci di sole della “città vecchia” genovese come il Corochinato. Si tratta di un vino aromatizzato da sedici erbe, tra cui due qualità di assenzio, calissala, corteccia di china, rabarbaro e genziana.

La storia

La ricetta esiste dal 1886 quando era in voga la moda dei “chinati”, ma questo vino con la sua classica etichetta, il contadino genovese in compagnia del suo mulo, (l’antica maschera di Paciugo di Coronata) ha da tempo scelto il suo aristocratico territorio di dominio nella zona di Canneto il Lungo, antica direttrice romana, parallela a via S. Lorenzo.

Qui troverete la “Bottiglieria Marchesa” gestita dalla Marchesa e dal suo fedele compagno di una vita Adriano. Non appena compiuto un passo dentro quello che comunemente viene conosciuto come il “bar degli Asinelli” ritroverete intatta l’atmosfera ottocentesca di una Genova dimenticata e anche per questo, a sprazzi, sopravvissuta. Non dimenticate la scorzetta di limone nel vostro “Asinello” e anche due cubetti di ghiaccio non guastano.

 

americano-1Il Cocktail Americano è il cocktail italiano per eccellenza.

Partiamo da un presupposto, Genova negli anni in cui nasceva la moda dei cocktail ne era in qualche modo il crocevia, dalla Superba passavano tutti, sull’antica rotta Genova – New York, vi era un via vai di personaggi famosi che arrivavano a Genova, Continua a leggere

E’ facile dire cocktail, ma quanti misteri aleggiano intorno a questa parola, quanti segreti nascondono i drink che sorseggiate amabilmente seduti in qualche elegante bar o davanti a qualche suggestivo panorama. L’arte della miscelazione è relativamente nuova e le prime codificazioni di quelli che a buon diritto potevano definirsi cocktail avvennero alla fine dell’800 per proseguire poi in successive scremature e aggiunte fino all’attuale classificazione IBA. Nel corso della tumultuosa storia del cocktail sono diversi i drink la cui paternità è contesa come i natali di Cristoforo Colombo, in certi casi da diversi bartender, in altri, addirittura, da città e intere nazioni.

Cominciamo però dalla stessa parola:

Da dove deriva il termine cocktail?

 

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negroni-superbo-2Il Negroni Superbo, eravamo partiti così, alla scoperta dei locali genovesi per assaggiare cocktail e drink, un’appuntamento costante per noi di Genova Golosa durante tutto il 2017,  sarà un vero piacere scoprire curiosità e aneddoti legati alla preparazione dei cocktail,  e per chi se lo fosse perso, ecco il Negroni Superbo, un cocktail tutto genovese. Continua a leggere

negroniIl cocktail Negroni è per la maggior parte degli appassionati, il cocktail per eccellenza.

Un’altra invenzione tutta made in Italy che nel tempo farà impazzire il mondo, e nel nostro virtuale “Cocktail Tour” partendo sempre dal “porto di Genova”  (le navi ai tempi in cui nasceva questo cocktail erano il luogo in cui probabilmente se ne bevevano di più), la strada tra Milano/Torino e Firenze, non è poi così lunga. Continua a leggere

cocktail e drink

Il Grand Tour

Genova ha rappresentato per secoli, sino all’avvento degli aerei, uno degli ingressi principali alla “Vecchia Europa”, un mondo che prima del cinema e della tv, apparteneva alla letteratura e all’arte e di questa era parte imprescindibile.

Si chiamava “Grand Tour” ed era il viaggio iniziatico che gli aristocratici francesi, americani ma soprattutto inglesi intraprendevano attraverso i grandi centri dell’Europa per assorbire non soltanto la salubrità del clima (soprattutto in Italia) ma anche per vedere, annotare, vivere per qualche istante vicino alle antiche vestigia di Roma antica, Venezia o Firenze.  Continua a leggere

Dopo una lunga ricerca avrete la possibilità di degustare il Negroni più a Est d’Italia!

Fred Jerbis (all’anagrafe Federico Cremasco) viene dal Friuli ed è praticamente un alchimista capace di produrre Gin, Bitter e Vermouth come pochi altri in Italia. Lui stesso sarà al Kowalski per svelarvi i segreti di questi ingredienti per uno dei cocktail più famosi e amati delle drink list di tutto il mondo. Per tutta la sera avrete la possibilità di conoscere questi splendidi prodotti, in miscelazione anche in altre ricette da scoprire la sera stessa.

Vi aspettano al Kowalski giovedì 30 Marzo dalle 19! Zapraszamy!